Ritenzione idrica, parte 1, fisiologia.

La ritenzione idrica, più correttamente detta edema, è un accumulo di liquidi nell’interstizio, che è la parte che permette scambi tra sangue e cellula.
Un accumulo di acqua nell’interstizio può avvenire per svariate cause, tra cui alcune patologiche, in particolare però, la causa principale, si trova associata ad uno stile di vita scorretto.


Avete presente “Fumo, sedentarietà, dieta sbilanciata(stavolta non c’è l’abuso di alcolici, perchè l’alcol è diuretico”), queste non saranno la causa principali della formazione di ritenzione idrica, ma sono concause che esacerbano il problema.
La principale causa è…la fisiologia.

La ritenzione idrica si crea perché la pressione del sangue è superiore a quella del liquido interstiziale e semplicemente, l’acqua si sposta dal sangue all’interstizio.
Questa cosa è normalissima, avviene in ogni essere umano(anche gli uomini soffrono di ritenzione idrica, solo che ci danno meno peso), si vede soprattutto nelle persone che sono più…grasse.
La ritenzione idrica si crea quasi sempre intorno ad accumuli adiposi.
Il grasso,in eccesso, produce infiammazione(citochine) e l’infiammazione richiama liquidi nella zona. Già questo basterebbe per creare ritenzione idrica, ma c’è di più, meccanicamente riduce il ritorno venoso.
Basta pensare ad una cosa, se io ho una gamba molto grassa, i vasi sanguigni saranno un po’ bloccati dal grasso in eccesso, il che renderà il ritorno venoso difficile.

Prima di puntare il dito sul grasso come causa frequente della ritenzione idrica, spiegheremo la fisiologia che ci sta dietro, se la troverete poco interessante potrete saltare alla parte successiva (ma vi odierò).

Fisiologia della ritenzione idrica



Ahhhh, la fisiologia…

citazione attribuita a Paolo Nuzzolillo durante il primo giorno di università.




La regolazione di questo flusso ematico a livello capillare dipende da tre fattori: la pressione idrostatica, la pressione oncotica o la permeabilità del capillare.

Pressione oncotica= pressione esercitata dalle proteine nel sangue, le proteine nel sangue “richiamano” acqua e rendono più difficile il passaggio di acqua dal sangue all’interstizio che ne è, generalmente, privo.

Pressione idrostatica=pressione dell’acqua nel capillare, generalmente maggiore di quella dell’interstizio.

La combinazione di pressione oncotica+pressione idrostatica e permeabilità del capillare permette, con la Legge di Starling, di determinare lo scambio di liquidi nei capillari.


In breve, se la pressione oncotica + pressione idrostatica del sangue è maggiore di quella dell’interstizio, il sangue passa.


LEGGE DI STARLING Jv = Kf [(Pc – Pi)- σ(ppc-ppi)]


Jv = movimento del liquido (ml/min), Kf = conduttanza idraulica o coefficiente di filtrazione (ml/min mmHg), Pc = pressione idrostatica del capillare (mmHg), Pi = pressione idrostatica interstiziale (mmHg), σ = coefficiente di riflessione, ppc = pressione oncotica del capillare (mmHg), ppi = pressione oncotica interstiziale (mmHg.
Se Pc -Pi è uguale a ppc-ppi lo scambio capillare è uguale a zero e quindi non avviene.
Se Pc -Pi è maggiore a ppc-ppi lo scambio capillare procede verso l’esterno ed avviene la filtrazione.
Se Pc -Pi è inferiore a ppc-ppi lo scambio capillare procede verso l’interno ed avviene il riassorbimento.


Semplificando al minimo, se la pressione del sangue è maggiore di quella dell’interstizio il sangue passa.
Tutto ciò è fisiologico, la pressione del sangue deve essere maggiore di quella interstiziale perché la sua funzione è nutrienti all’interstizio e poi alle cellule.


Quando l’acqua e i nutrienti arrivano nell’interstizio andranno o nelle cellule, o torneranno, tramite le vene e i vasi linfatici, nel sangue.
L’acqua che è entrata viene portata via, nessun edema si è creato.

Il problema è quando non viene portata via e si accumula.

Perchè si accumula acqua ?



Se la pressione sanguigna dipende dalla pressione dell’acqua, da quella delle proteine nel sangue e dalla permeabilità dei capillari, le cause risiederanno in primis nell’alterazione di questi fattori.


Il ritorno del sangue al cuore è più semplice dal cranio e dagli arti superiori perché son più vicini al cuore, più difficile nelle gambe perché son più lontane, servirebbe una sorta di cuore nelle gambe per rendere più efficiente il corpo.

Abbiamo detto che quando aumenta la pressione su un vaso, aumenta lo spostamento di acqua dal sangue all’interstizio.

Provate ad indovinare, dove aumenta la pressione sui vasi aumentando la ritenzione idrica?
Nelle vostre gambe generalmente, o dove avete degli accumuli di grasso.


La ritenzione idrica un po’ è fisiologica come cosa, il cuore è una pompa fortissima, distribuisce sangue facilmente in tutte le arterie del corpo.
Il reflusso venoso invece non ha un “cuore”, quindi è più difficoltoso il percorso che il sangue venoso fa verso il cuore, inoltre, essendo più difficile il ritorno venoso, si accumula liquido nelle vene delle gambe, il che aumenta la pressione(idrostatica) delle vene e facilita il passaggio da vene ad interstizio, creando edema(ritenzione idrica).


Fattori che influenzano il ritorno venoso


Avete presente la battuta che ho fatto sul cuore nelle gambe?
Ecco, il polpaccio più o meno adempie a questo compito.

Dovete pensare al polpaccio come un muscolo nel cui ventre passano le vene, lui, schiacciandole quando si contrae, favorisce il ritorno venoso al cuore.

  • Uno dei fattori che aiuta il ritorno venoso, infatti, è la pompa muscolare. La contrazione muscolare, in particolare del polpaccio, comprimono le vene spingendo il sangue verso il cuore, il cui reflusso è bloccato dalle valvole venose,
  • Il secondo è la pompa respiratoria: durante l’inspirazione, la pressione intratoracica è negativa (causa inspirazione di aria nei polmoni) e la pressione addominale è positiva (causa compressione organi addominali grazie al diaframma). Questo crea gradiente pressorio tra le parti sovra e sotto diaframmatiche della vena cava inferiore. Tutto questo fa si che, quando inspiriamo il ritorno venoso migliora;
  • Il meccanismo del piano valvolare durante la sistole ventricolare causa un abbassamento della Pressione nell’atrio destro, creando un effetto aspirante sul sangue venoso;
  • La compressione della vena cava ; un aumento della resistenza della vena cava peggiora il ritorno venoso, questo accade ad esempio con la manovra di Valsalva;

I meccanismi su cui possiamo lavorare per migliorare il ritorno venoso sono due, pompa respiratoria e pompa muscolare.

Una corretta respirazione diaframmatica è la base per un buon ritorno venoso tramite pompa respiratoria. Se si respira “di petto (vi basta mettere una mano sul petto quando respirate e, se si alza il petto, state respirando di petto) il diaframma lavora meno e di conseguenza peggiora il ritorno venoso.
Una respirazione corta influenza negativamente anche lo stress, cosa che non tratterò qui, per cui, respirare di diaframma (vi basta mettere una mano sulla pancia quando respirate e, se si dilata la pancia, state respirando di diaframma).

Un altro meccanismo su cui possiamo lavorare è la pompa muscolare, per cui, la contrazione del polpaccio, in primis, degli altri muscoli delle gambe, in secundis, fa si che il ritorno venoso migliori.

Pressione oncotica


La pressione oncotica è la pressione che esercitano le proteine nel sangue.
Nell’interstizio ci sono meno proteine, nel sangue di più, questo rende meno facile il passaggio di acqua da sangue ad interstizio.
Un deficit di proteine nel sangue è un problema enorme e la ritenzione idrica è l’ultimo dei problemi.
Assicuratevi di mangiare 1g di proteine per ogni kg di peso corporeo.



Infiammazione e permeabilità vascolare

L’ultimo fattore che influenza il passaggio di liquidi da plasma a cellule è la permeabilità vascolare, che è molto influenzata dall’infiammazione locale.


Se aumenta la pressione sanguigna il capillare si allarga(c’è più liquido,banalmente) per stiramento, tutto questo va a creare ritenzione idrica. La pressione sanguigna idrostatica supera la idrostatica dell’interstizio e fa passare liquidi, e crea edema nell’interstizio, ritenzione di liquidi.
Fino a qui tutto chiaro.
Non basta però, non è che basta pompare sangue nei capillari e tutto dai capillari passa all’interstizio, anche il capillare regola lo scambio in base alla sua permeabilità.
Ci sono fattori che possono incentivare o peggiorare la permeabilità dei capillari, recettori per l’adrenalina, estrogeni, infiammazione, ossido nitrico (avete presente gli integratori che aumentano la produzione di ossido nitrico? Ecco) e altri.

Infiammazione.

L’infiammazione è un processo che viene attivato dal corpo dopo un danno subito da un tessuto, mediato da proteine dette citochine.

Che il danno sia batterico, muscolare, virale, autoimmune, non è importante, il corpo crea infiammazione per:

  • neutralizzare la minaccia richiamando il sistema immunitario che regolerà, a sua volta l’infiammazione producendo citochine pro o anti infiammatorie.
  • ricostituire il danno subito al tessuto, le citochine danno stimolo al tessuto a rigenerarsi ed adattarsi allo stimolo diventando più “forte”(creare ipertrofia).

Tutto questo lo fa liberando mediatori chimici, tra cui le citochine, che vanno a creare vasodilatazione in loco(edema), aumentando la permeabilità dei capillari e richiamando in quel luogo il sistema immunitario.

Tutto ciò è fisiologico, diventa patologico quando la produzione di citochine è esagerata,basti pensare all’edema che può creare una puntura di ape in un soggetto allergico.

Il grasso produce infiammazione.

Un eccesso di tessuto adiposo, richiamando macrofagi(cellule immunitarie) crea infiammazione attorno ad esso, l’infiammazione richiama liquidi e, attorno al grasso, si crea edema.

Inoltre,l’infiammazione, aumenta la permeabilità vascolare e tutto questo, va a peggiorare il microcircolo, il ritorno venoso, peggiorando la situazione.

Spesso la causa della ritenzione idrica è legata ad un eccesso di grasso, dimagrire, in questi casi, è la soluzione.

Nel secondo capitolo parleremo delle soluzioni alla ritenzione idrica e no, non è togliere il sale.

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