Il populismo è il fenomeno per cui un uomo politico si pone come rappresentante della plebe, evocandone i valori, raccoglendone le lamentele promettendo di esaudire i loro desideri.

Il termine plebe, a significare popolo, è usato nella sua accezione negativa, l’ammasso di gentaglia analfabeta che viveva nelle insule di Roma.

La plebaglia ricerca un colpevole per la sua condizione di vita da cui non è soddisfatta. L’immigrato che ruba il lavoro, l’ebreo usuraio, il terrone, il comunista o lo stato.

Un populista fa gioco su questo per arrivare al potere, promettendo cose, spesso irrealizzabili, che tutta la popolazione media vorrebbe, le pensioni a 50 anni, oggi e i terreni ai veterani dell’esercito 2000 anni fa. Nulla è cambiato,  la plebaglia vota il populista, il populista sale al potere, non può realizzare le sue promesse, fa cadere il governo trovando abilmente un capro espiatorio nell’opposizione politica e ricomincia il circolo vizioso.

La plebaglia, massa analfabeta(o semplicemente ignorante, visto che ai giorni nostri tutti sanno scrivere), non ha alcuna idea di come funzioni uno stato, non ha idea di cosa sia realizzabile e cosa non lo sia.

Pensa che sia utile uscire uscire dall’Europa, che bisogni abbassare le tasse e aumentare la spesa pubblica, che erogando liquidità alle famiglie si potrebbe far finire la povertà e le banche non vogliono, che i vaccini rendano autistici.

L’ignoranza, la non conoscenza, la mal’istruzione sono la base del fallimento di una democrazia.

In uno stato democratico, aimè, tutti possono votare, anche chi non ha idea di, rispondendo ai pensieri sopra esposti, cosa significhi fare scambi senza dogane valorizzando la sola area UE, come funzioni la spesa pubblica, cosa sia l’inflazione, cosa siano i vaccini.

L’istruzione permette di far ragionare gli esseri umani, di saper rispondere a queste domande base e sapere che ciò che uno stato fa, gran parte delle volte, è corretto, semplicemente perché è un’istituzione, fatta da statisti, laureati in legge ed economia con esperienza di amministrazione di un comune, regione o stato.

La soluzione non è togliere il suffragio universale ma investire sull’istruzione,facendo si che la popolazione, negli anni successivi, possa prendere scelte più sagge.

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